Sembra di essere tornati indietro di oltre 30 anni. Un Aprilia nera che domina incontrastata il Motomondiale. All’epoca era la classe 250 con uno straordinario interprete quale Max Biaggi ribattezzato il “corsaro nero” oggi, in MotoGP è tornato il nero Aprilia con in sella Marc Bezzecchi. Come lo battezziamo “l’uomo nero”!? o il “Re nero!?”. Se quell’altro era “Nuvola Rossa” questo sarà gioco forza “Nero”. Ma lasciamo questa cagate a loro, parliamo di cose concrete. Bezzecchi ne ha vinta un’altra, la quarta di fila. In MotoGP c’erano riusciti solamente Rossi, Lorenzo, Marquez e Bagnaia. Non male per Bezzecchi. L’Aprilia ha sfruttato al meglio questi due primi GP ed avrebbe ancora più margine se proprio il Bez non si fosse steso nella sprint della Thailandia. La casa di Noale riesce a sfruttare al meglio la carcassa più rigida che Michelin utilizza in circuiti dove la temperatura dell’asfalto è più alta e riesce a farla lavorare meglio, nella distanza lunga, rispetto a Ducati. È paradossale come nei primi giri di gara ieri le Aprilia “volavano” mentre le Ducati facevano fatica. Onore ad Aprilia, non c’è trucco e non c’è inganno e soprattutto non ci sono “complotti”.
La sprint ci aveva regalato una bellissima battaglia tra le Ducati di Di Giannantonio e Marquez, con il 93 che vincendo la sprint in Brasile eguaglia il record di 16 vittorie di Jorge Martin nelle gare corte. Sembra quasi che la Ducati paghi, con questa carcassa, i primi giri di gara con serbatoio pieno, un po’ come accadeva qualche anno fa alla GP23 quando Michelin portò la famosa carcassa che invece sposava alla perfezione le caratteristiche della GP24.
La sorpresa di questo weekend è stato indubbiamente Jorge Martin. Il Campione del Mondo 2024 è stato il grande assente nella lotta al titolo 2025 e vederlo li, con un basso profilo, quasi dimenticato da tutti mi fa pensare che in realtà lui possa diventare anche più pericoloso di Bezzecchi nella lotta al titolo Mondiale. Perché Martin è un Pilota che quando ritrova confidenza sbaglia pochissimo ed è molto “regolare” (2024 docet).
Dietro alla “doppietta” Aprilia si sono piazzate le Ducati di Di Giannantonio e Marc Marquez autori di un gran duello che questa volta ha visto il Pilota VR46 avere la meglio. Dietro di loro l’Aprilia di Ai Ogura, poi Alex Marquez, Pedro Acosta, Aldeguer, Zarco e Raul Fernandez. Nella top10 abbiamo 4 Aprilia, 4 Ducati, 1 KTM ed 1 Honda.
APRILIA HA RAGGIUNTO DUCATI!?
La risposta è “NI”. Nel primo GP in cui la Michelin porterà la “carcassa solita” e non questa più dura (concepita per i circuiti con temperature “tropicali” dell’asfalto) avremo un conferma. Nelle gare Sprint le Ducati sono della partita, mentre in quelle della domenica no. Questo deve fare riflettere. Ieri hanno accorciato la gara di 8 giri, con la distanza completa sul podio ci sarebbe finito Ogura!
Altro elemento da tenere in considerazione è la tenuta fisica di Marc Marquez ed anche di Jorge Martin (ieri nel finale è crollato). Marc non ha assolutamente fatto la preparazione atletica quest’inverno, rimanendo fermo quasi 4 mesi. È chiaro che sia in ritardo e che non sia lo stesso Marc di inizio 2025. Quello che sta facendo è mettere “fieno in cascina”.
Sul versante giapponese le cose vanno davvero male. Sia Honda che Yamaha sono sempre nelle retrovie e solamente alcuni Piloti (Zarco e Quartararo) riescono a salvare il salvabile. Sarà un anno di transizione, l’ennesimo per loro, nell’attesa delle nuove MotoGP.
Se in Giappone non festeggiano, in Austria va anche peggio. A parte Acosta che salva il salvabile (i test lo avevano aiutato in Thailandia) le altre KTM sono disperse. Il mio pupillo Vinales si è beccato altri 36 secondi pure in questo GP, credo sia lo stesso distacco accusato in Thailandia. C’è qualcosa che non funziona, ne nelle ne nei Piloti. La cura “Europa” funzionerà!? Vedremo.
Lasciatemi spendere due parole sul circuito e sulla nuova “gestione” che porterà le Moto in tappe esotiche e circuito cittadini. Questo non corrono ad Imola, nel nome della sicurezza e poi lì fanno correre su un circuito dove escono i crateri durante le prove o dove l’asfalto si sfalda !? Ma sono del mestiere questi!?
Quanto accaduto a Goiânia non è un semplice passo falso, ma un campanello d’allarme. Se ignorato, rischia di trasformarsi in un precedente pericoloso.
La MotoGP è il vertice del motociclismo mondiale proprio perché ha sempre imposto standard elevatissimi. Rinunciare a questi standard, anche una sola volta, significa iniziare a scendere lungo una china che non ci si può permettere. Chiudo.

Si vola ad Austin, in Texas, per il terzo round del Motomondiale nell’attesa della vittoria numero 100 di Marc Marquez ed aggiungo della prima vittoria in Aprilia di Jorge Martin.
©️ Francky

























































